Quando il caffè incontra il limone

Quando il caffè incontra il limone?

Mi chiedo tra me un giorno uggioso d’autunno. Fuori piove come può piovere a novembre. L’aria inizia a farsi pungente. Sono giornate corte, grigie, malinconiche di quella malinconia soffusa e ovattata. Mi pongo una domanda ingenua. Provo a cercare una risposta nella memoria, ma un caffè fumante non può andare con una spremuta di limone, mi dico. Poi però la curiosità va placata. Il ragionamento ha già rifiutato l’idea, sarà il palato della stessa opinione? Eseguo l’esperimento. E quindi? Quando il caffè incontra il limone?

Ne esce un incontro interessante, come in quelle cene piene di persone colte e con personalità, in cui le argomentazioni, mai veramente concordanti, si dibattono in una danza di opinioni. Un discorso lungo e articolato e mai noioso. Questo è il loro incontro.

A dirla tutta, il caffè parte avvantaggiato. È una mousse untuosa, sinuosa, avvolgente e profonda. In più spalleggiata dal cremoso al Caramelia, che ne sottolinea le note caramellate e la addolcisce, e dalle perline di fondente extra che invece contrappuntano la nota amara. È una struttura solida e persistente. Un sapore deciso. Cosa può mai dire il limone in tutto questo?

La risposta è semplice, al primo assaggio. Il limone, in forma di sorbetto, è la donna in mezzo agli uomini. In una tavola dove domina il machismo, sembrerebbe che la presenza femminile possa soccombere. Eppure nell’istante in cui lei si alza e decide di placare gli animi, ecco che il silenzio cala, la tensione si scioglie in terra e il discorso può riprendere il suo corso. Il limone è tutto questo. È acquoso e acido, ripulisce il palato prima che il caffè diventi troppo presente, e il dolce nauseante. Ogni boccone è un percorso a sé, finito. Ogni boccone lascia il palato libero.

Tanto era l’idea bislacca prima, quanto, una volta assaggiato, ti sembra non ci sia nulla di più armonico.

Quando il caffè incontra il limone è pura e semplice armonia.

Un delitto chiederlo senza limone!

Rispondi