Pensiero #1: La Ricetta

Gentili lettori, gentili lettrici, ecco cos’ho da dirvi. Nella quotidianità di un artigiano ci sono mille gesti, mille routine che col progredire degli anni diventano automatismi, momenti trascurabili. Sono gesti che sbiadiscono, si svuotano. Eppure…Eppure che ci crediate o no, è proprio nel trascurabile che germogliano le cose buone, ve lo dice uno che ci è passato sopra molte volte, al trascurabile. Perché tendiamo a credere importanti cose che importanti non sono, tendiamo a coltivare l’ego, l’estetica del buon cuoco. Poi un giorno ti accorgi che tu non sei nulla, perché le cose che fai sono frutto delle conoscenze dei tuoi maestri, sono errori che qualcuno si è sobbarcato per permetterti di crescere, sono la materia prima, frutto della natura, frutto dell’amore altrui. Quello che fai, lo fai grazie alla tecnologia, figlia anch’essa di un progresso fatto sul sudore e il sangue di altri; lo fa il tempo, lo fa la stagione, lo fa la terra. Ma allora cosa sono, cosa siamo noi artigiani del cibo?

Noi siamo scelta. Ecco, siamo La Scelta. Non c’è nulla di più intellettuale di noi, perché siamo il punto di approdo, siamo il luogo dove natura, lavoro fisico, storia, vengono elaborati, smussati, combinati. E’ proprio nei gesti insignificanti, nel momento in cui preparo una bilancia, passo in rassegna le schede in cerca della ricetta, nel momento in cui prendo le uova, il latte, la vaniglia, è proprio in quei momenti che si decide. Si decide cosa, quanto, perché. Si sceglie, tra la vaniglia e il limone per esempio, o tra il latte e diciamo un infuso di nocciole. Scegliamo il mercato, un prodotto locale piuttosto che uno importato. Scegliamo l’indirizzo dei gusti, scegliamo di assecondare una visione più classica, dove la ricchezza delle uova la fa da padrona per esempio, o una in cui è più importante la fragilità di un infuso, con tutto il suo spettro di aromi. Non lo sappiamo, o semplicemente ci fa comodo ignorare, ma siamo al centro del mondo, e non esagero, fidatevi.

I gusti sono il risultato di movimenti lenti, di fattori che si allineano e fattori che si allontanano, ma alla fine il coraggio di proporre una visione diversa è ciò che innesca questi movimenti. Nel mio articolo sui percorsi qualche giorno fa, ho parlato di scarto, di spazio tra una scelta e l’altra, di tensione che si crea in questa intercapedine, che è poi la potenzialità per un domani. Bene oggi voglia portare un esempio concreto: il gesto semplice, semplicissimo, direi quasi banale di decidere quali ingredienti usare, come usarli, in parole povere la ricetta sono l’alba per un futuro migliore. Ricordatevi bene quello che vi dico, perché è tutto lì. Ci vuole il coraggio di fare uno scarto dalla normalità, di sfidare la routine, questo è il primo passo per cambiare il mondo.

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