La mia dispensa #1: Profumo di pane

Parlare di pane è parlare di piccoli anfratti nascosti nella memoria, piccoli nascondigli dove si annidano ricordi lontani. È una chiave, un passe-partout, il lasciapassare che collega il nostro oggi con i nostri ieri, veri o immaginati che siano.

Il pane è il sottofondo della mia, come della vita di molte altre persone, e come tale è stato testimone di tanti avvenimenti. E così ti basta annusarlo e in un cader di briciola sei lì che ti dondoli nella memoria.

Poi mi capita che un giorno, il 6 luglio del 2013, appena dopo la mezzanotte, in un’afosa stanza dalle pareti gialle, seduto su una sedia anonima e scomoda, annuso e improvvisamente un inebriante profumo di pane mi prende al cuore. Non al naso, ma al cuore. Mi affanno a goderne, perché so che è cosa fugace. Il giorno dopo è ancora lì, persistente; un aroma di crosta appena sfornata. Così il giorno dopo ancora, e quello seguente. Dura qualche settimana, poi muta, si trasforma, diventa altro, ma nella mia mente rimane nitida la sensazione del primo giorno, immutata fino ad oggi e chissà per quanto ancora.

È il 6 luglio del 2013, dicevo, e nasce mio figlio (a lui è dedicato il BABA di BABAlisa). Lo prendo in braccio, lo annuso ed ecco lì quel nitido profumo. Una squisita pagnotta ha visto la luce. È senza dubbio la concomitanza di me e del mio vissuto con il reale profumo di quel giorno, ma il momento più bello della mia vita è stato marchiato dall’aroma di pane. Chiamatela deformazione professionale, golosità estrema, ma quei primi giorni di vita erano impregnati di quel profumo. Se poi vado ancora più indietro nel tempo, lo stesso profumo mi porta all’infanzia, alle boulangeries francesi, quando con mio nonno andavo a prendere le baguettes. Varcare la porta era tuffarsi a pieni polmoni in quel misto di crosta fragrante e mollica soffice e vellutata, che ti sembrava di poterla assaporare già solo con il naso. La mia infanzia è incollata insieme da questo elemento, il pane, e dal suo profumo, e pure l’età adulta, inaugurata con la paternità, lo è, facendo del pane senza alcun dubbio l’alimento più importante della mia vita.

Cos’è la mia dispensa

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