Il Gianduja

Il Gianduja è una delle mille facce della tentazione. È una maschera, dietro cui si cela la grande, cremosa, soffice, untuosa libidine. Mi domando il perché, il percome di tale potere. È l’infanzia, forse, quella passata nascosta dietro le tende di zia Adelaide (o zia Giuseppina, o qualsivoglia zia, basta che odori di naftalina e sia zitella), in agguato, con la mano tremante in cerca del tesoro in carta dorata, nella ciotola dei desideri sul tavolino. O forse il senso di proibito sgarro di un adulto sovrappeso e a dieta. O forse tutti e due, fatto sta che il piatto avrà vita breve, ma gloriosa. Il cucchiaio finirà col raschiare la ceramica e l’indice, furtivo, sarà l’ultima ratio, prima dell’inevitabile constatazione: è finito.

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