Autumn Soldier

Una schiera di soldati cade battuta a terra, senza troppo frastuono, lieve, ma inesorabile. È una schiera di soldati timidi e rassegnati, soldati inermi. Copre il terreno con un manto rosso fuoco, e piano piano si insinua nella terra e scompare, a nutrire e rigenerare. È una schiera silenziosa. Il vento la preleva, un ultimo volo e poi poco più in là. Gli uomini la ignorano. La si ammira quel poco che risplende e poi la si dimentica. Perchè la vita, la vita vera, d’autunno, si svolge al riparo. Sono grassi e compatti porcini, appuntite castagne dal cattivo carattere, sono pelosi e puzzolenti kiwi, nel fitto fogliame o ciccioni cavoli. Questa è una stagione da saper gestire, perché non ha un buon carattere, va dominata. O meglio, va capita, perché è inesorabile e sarà sempre lei a dominare. Ma questa spigolosità non è altro che la difesa di un nucleo fragile e delicato. Parlo di uva, parlo di mele, parlo di barbabietole. Parlo del superbo spettro di gusti delicati e della loro fragilità. L’autunno va maneggiato con sapienza. È il luogo della tradizione, dei gesti tramandati, perché le generazioni lo hanno affrontato e lo hanno capito. È il luogo del rispetto.

I soldati d’autunno sono i messaggeri della fine di un ciclo e dell’inizio di un altro, ma sono anche i martiri che con il loro sacrificio nutrono e proteggono il cibo che verrà. Sono i fuochi d’artificio che concludono la grande festa, l’ultima esplosione per preparare al silenzio invernale. L’autunno è fatto di riflessioni, di tempi lenti, di convivialità. È il crepitìo dei primi ceppi nei camini, i primi tè bollenti. È fatto di uomini e donne attorno ad un fuoco a curare castagne selvatiche, e di bambini dalle mani nere. L’autunno è una teglia di coccio pesante, profumo di cavolo e brodo. L’autunno è una tazza di zabajone caldo, pere cotte.

Malinconia e condivisione, queste le due amanti dell’autunno, perché le sagre sono malinconiche, la domenica è malinconica, ma la condivisione rende questa malinconia un momento felice.

Prendo allora questo soldato valoroso, è lo fisso nel suo momento più glorioso, quando fa della sua morte un istante di rossa e vitale esplosione. Lo incornicio a memoria di una stagione di passaggio dalla grande dignità.

Pezzo di legna nella stufa, osservo il grande acero di fronte a casa, mi accomodo; una fetta di torta di nocciole e poi si vedrà.

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